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Lettera al direttore

Ecco la lettera inviata oggi al Il Sole 24 ORE in seguito alla pubblicazione di un articolo inerente i consumi di birra nel periodo pandemico, con informazioni parziali e principalmente incentrate sulle produzioni industriali.
 
Egregio Direttore,
sono Vittorio Ferraris, presidente del consiglio direttivo di Unionbirrai, associazione di categoria dei produttori di birra artigianale.
 
Le scrivo in merito all’articolo intitolato “Birra, con la chiusura di bar e ristoranti i consumi non hanno rallentato” apparso sulla sua testata online in data odierna*. Il suddetto articolo, purtroppo, racconta una realtà del prodotto birra in Italia ai tempi del Covid molto parziale e principalmente incentrata su produzioni di tipo industriale.
 
L’Italia è uno dei pochissimi Paesi che già dal 2016 ha definito per legge cosa si intenda per “birra artigianale”. Uno dei principali elementi di quella normativa è rappresentato dal totale divieto per i produttori di birra artigianale di utilizzare procedimenti di stabilizzazione industriali quali microfiltrazione e pastorizzazione.
 
Il nostro è un prodotto “vivo” che richiede attenzione e cura lungo tutta la catena distributiva. Per queste ragioni il nostro mercato è quasi totalmente costituito dal canale Ho.Re.Ca., e ovviamente la prolungata chiusura di pub, bar e ristoranti ha tolto moltissimi sbocchi commerciali alle nostre attività.
 
Inoltre, il continuo utilizzo nel 2020 dei codici ATECO per definire i destinatari di eventuali ristori ha completamente escluso la nostra categoria da ogni forma di aiuto. Una vera beffa: ufficialmente autorizzati ad operare, praticamente fermi per mancanza di clientela.
 
Dopo aver letto il vostro articolo ho sentito l’obbligo di scriverle per portarla a conoscenza delle nostre peculiarità. I produttori di birra artigianale sono un esercito di Davide contrapposti a pochi enormi Golia.
Sicuramente i numeri delle multinazionali definiscono il trend del comparto. Ma dentro a quei numeri si nascondono centinaia di piccole imprese italiane nel cuore, nel capitale e nel personale.

La ringrazio per la sua attenzione e porgo cordiali saluti
Vittorio Ferraris

Ecco il link all'articolo