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C'è birra e birra...

Da quando è iniziata la pandemia Unionbirrai ha cercato di collaborare con tutte le istituzioni e con varie associazioni di categoria rappresentative di settori collaterali al nostro, per portare all’attenzione dei ministeri competenti le specificità del comparto della birra artigianale italiana.
 
All’interno di questa cooperazione ci sono stati numerosi contatti, tra l’altro, con Assobirra, l’associazione dei produttori industriali di birra, al fine di trovare sinergie operative e punti di interesse comune.

All’interno di questo contesto, troviamo che il recente “studio”, patrocinato da Assobirra, dal titolo “Italiani a tutta birra: 9 su 10 hanno acquistato la “bionda” più amata”, di cui è stato dato ampio risalto sulla stampa nazionale, tradisca la leale collaborazione a fatica impostata in questi mesi e rappresenti un’autentica mistificazione, con conseguente affossamento alle iniziative a favore dei microbirrifici.

Nel suddetto studio si racconta una realtà del mercato birra in Italia ai tempi del Covid assolutamente di parte e nel solo ed esclusivo interesse dei grandi produttori che hanno sicuramente mantenuto elevati livelli di vendite grazie alla massiccia presenza in GDO.

Questo quadro idilliaco che viene proposto è però uno schiaffo in faccia a centinaia di birrifici artigianali che sono completamente fermi o hanno visto il proprio fatturato crollare a seguito delle restrizioni e delle chiusure dei propri canali di vendita: ristoranti, pub e bar.

Risulta difficile non notare che, di conseguenza, il comparto della birra artigianale, per il quale non esiste uno specifico codice ATECO, sia stato completamente tagliato fuori da ogni forma di ristoro nei decreti recentemente approvati.

All’interno di questo studio Assobirra rilancia, perlatro, per l’ennesima volta la propria richiesta di abbassamento delle accise sulla birra. Lo diciamo chiaramente: un abbassamento di qualche centesimo dell’aliquota fiscale sarebbe un regalo milionario a poche multinazionali straniere e una elemosina a centinaia di aziende italiane, che impiegano migliaia di persone e che stanno lottando con il coltello fra i denti per la propria sopravvivenza.

Auspichiamo che, durante l’iter legislativo per la stesura della nuova legge di bilancio, le varie forze politiche pongano rimedio alla situazione descritta e non si rendano corresponsabili della morte del nostro comparto.

Agli appassionati, ai birrifici, ai pub, ai distributori, a chi lavora con la filiera, chiediamo di amplificare questo messaggio, affinché sia chiaro che “c'è birra e birra... " e quella artigianale, oggi più che mai, ha bisogno di tutela e di supporto da parte di tutti.

#unitisivince per la #rivoluzionenelbicchiere
20 Novembre 2020Uff. stampa - Comunicati