News/Blog

ICQRF e Unionbirrai: un accordo che tutela la denominazione di “birra artigianale” e i consumatori

Lo scorso dicembre è stato siglato un accordo tra ICQRF (Ispettorato Controllo Qualità e Repressione Frodi del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali) e l’associazione di categoria Unionbirrai. Lo scopo di questa collaborazione è la tutela della birra artigianale definita dalla legge 154/2016, oltre che la promozione della filiera e la tutela del consumatore finale. 

Su questi temi si è orientato l’incontro di oggi alla Sala Tiglio presso Beer Attraction, manifestazione che si sta svolgendo in questi giorni alla Fiera di Rimini. Il dibattito ha visto la partecipazione di Stefano Vaccari, capo dipartimento di ICQRF, e di Vittorio Ferraris, Presidente di Unionbirrai. Tanti gli argomenti affrontati, dalle diciture all’etichettatura, dalla produzione alla comunicazione nel mondo della birra artigianale. Si è discusso dell’accordo siglato a fine dicembre tra l’Ispettorato e Unionbirrai e delle azioni future a tutela della filiera artigianale e della sensibilizzazione dei consumatori.

L’accordo tra ICQRF e Unionbirrai consente all’associazione di categoria di rendere più leggibile la normativa dai produttori, consentendo a questi ultimi un’applicazione più esatta e aiutandoli, in questo modo, a realizzare un prodotto che sia riconoscibile per il consumatore e compatibile con la legge. L’associazione si pone infatti quale intermediario tra i produttori e l’organo di controllo, sia per fare in modo che i casi di mancata applicazione della normativa vengano meno - segnalando tempestivamente eventuali incongruenze con la dicitura ‘artigianale’ che danneggiano il settore - sia per aiutare i produttori artigianali nel rispetto delle normative.

“Come associazione di categoria – ha dichiarato Vittorio Ferraris – abbiamo ora la possibilità di porre quesiti interlocutori direttamente all’Ispettorato, fornendo strumenti ai nostri produttori per orientarsi al meglio tra le possibilità previste”. In questo modo gli errori saranno notevolmente ridotti, i consumatori sapranno meglio orientarsi nella scena brassicola e chi fa un uso improprio della normativa potrà essere puntualmente sanzionato, consentendo a chi la applica, invece, di veder valorizzato il suo lavoro.

Uno dei temi fondamentali del dibattito è stato il carattere preventivo dei controlli capillari nell'ottica del rispetto delle normative, proprio grazie alla collaborazione nata tra l'associazione di categoria e l'ispettorato. Ricordiamo che il settore food, in questo senso, è estremamente controllato, contando annualmente 54mila controlli realizzati da 700 ispettori in tutto il territorio italiano. Di questi, sul comparto birrario, solo nel 2018, i controlli effettuati sono stati già 420.

Da parte di ICQRF, si ribadisce la volontà di porsi quale interlocutore collaborativo: “Con questo accordo – ha dichiarato Stefano Vaccari – il controllore non è il ‘cattivo’ della situazione, bensì uno strumento a disposizione dei produttori per comunicare correttamente con i consumatori, condividendo regole e vedute”.

Durante l'incontro l'attenzione si è soffermata molto sull'importanza dell'etichettatura, che va visto come un filtro tra il consumatore e il prodotto finale, una vetrina di quello che si va ad acquistare. È molto importante, quindi, che il produttore faccia massima attenzione all'etichettatura delle sue birre. Sul comparto brassicolo artigianale il discorso è ancora più delicato, perché non si parla solo di rispettare le diciture formali relative a metodi di produzione e agli ingredienti, ma anche di tradurre tutti i valori immateriali che un'etichetta può dare, utilizzati nel comparto 'artigianale', in informazioni veritiere. 

In un’ottica di una collaborazione sempre più stringente tra l’associazione di categoria Unionbirrai e l’Ispettorato, questo tipo di controlli si rivela utile a valorizzare un comparto che ha bisogno di tutele, le stesse necessarie anche ai consumatori finali. Per questo gli ambiti di applicazione potranno riguardare altri contesti, come quello dei festival o delle fiere della birra, all'interno dei quali i soggetti artigianali dovranno essere sempre ben identificabili, soprattutto in caso di compresenza con soggetti non artigianali.