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Brewers Association e Unionbirrai: due esperienze a confronto.

RIMINI - Dal confronto fra Unionbirrai e Brewers Association sono emerse tantissime somiglianze tra il mondo dei birrifici artigianali italiani e quelli statunitensi, sia in termini di produzione che in fatto di trend. Per il futuro? “L’esperienza USA con il marchio “Independent craft brewer”, a un anno del lancio dello stesso, ci fa ben sperare sull’impatto del corrispettivo italiano “Indipendente Artigianale” – una garanzia Unionbirrai” commenta Alessio Selvaggio, consigliere Unionbirrai e moderatore dell’incontro di domenica.

 

Dai dati emersi nel dibattito, oltre il 55% dei consumatori statunitensi ha dichiarato il proprio supporto al marchio, incoraggiando il comparto ad adottarlo sempre più per creare le dovute distinzioni tra chi effettivamente detiene i requisiti e chi invece si imita a scimmiottare il craft per fini commerciali. E il comparto risponde: ben il 75% dei produttori indipendenti statunitensi ha già adottato il marchio entro i dodici mesi dal lancio.  “Abbiamo lavorato molto anche sulla comunicazione – precisa Adam Dulye, portavoce di BA a BeerAttraction – investendo 2 milioni di dollari in campagne pubblicitarie dedicate, trasmesse su sette emittenti televisive e avvalendoci di “campaign manager” d’alto profilo, per poter controbattere alla comunicazione dell’industria in modo efficace.
 

Dal punto di vista dei produttori, la ricaduta positiva dell’adozione del marchio è indiscussa. Lo ha confermato Rick Chapman, proprietario del birrificio californiano Coronado Brewing co., presente anch’egli al dibattito: “I consumatori sono sempre più attenti e consapevoli, sono i primi a spronarci a differenziarci con il marchio, che noi abbiamo adottato ed impiegato su ogni tipo di packaging e comunicazione che riguardano la nostra produzione”. Sempre Chapman ha sottolineato il valore delle affinità che ha riscontrato tra l’associazione di categoria statunitense e quella italiana “Il lavoro di Unionbirrai e di Brewers Association è preziosissimo per i rispettivi associati; grazie alle associazioni di categoria si ottengono risultati fondamentali come la riduzione delle accise: sono soldi risparmiati che non finiscono nelle nostre tasche, ma prontamente reinvestiti in comunicazione e attrezzature, consentendoci di evolvere come singoli birrifici e come intero comparto”.

 

Il confronto, e le conferme che ne sono emerse, è incoraggiante anche per noi – commenta Alessio Selvaggio -. Certo non siamo in grado di mettere in campo risorse economiche così ingenti per la comunicazione del marchio, ma stiamo facendo tutto il possibile per veicolarne il potenziale sia ai produttori sia ai consumatori. Insieme, ne siamo certi, riusciremo ad affermarlo come una pietra miliare del comparto italiano”.

 

17 Febbraio 2019InformazioniGenerale